Si chiama finitura, si pronuncia Basel

L’azienda di Quero si occupa di strumenti per la finitura degli occhiali da oltre trent’anni. Alla guida Enzo Stramare affiancato dalla moglie coadiuvato dai suoi dipendenti e con il futuro (rappresentato dal figlio) già al lavoro in azienda

Molte volte parlando da queste pagine ci avete sentito insistere su quelle lavorazioni che pur facendo parte del ciclo produttivo dell’occhiale non sempre sono ritenute così centrali rispetto al prodotto finito: si tratta di un errore grave.
La scelta di approfondire queste lavorazioni erroneamente ritenute meno qualificanti di altre è figlia del fatto che a nostro parere ciascun prodotto avrà come risultato qualitativo finale il livello più basso fra tutte le operazioni che lo creano. Facciamo un esempio: un occhiale ben prodotto ma verniciato male sarà un brutto occhiale. Così come sarà brutto un occhiale con una geometria incongrua ma finito benissimo. Gli esempi sotto questo profilo potrebbero proseguire all’infinito. Produrre occhiali è un gioco di equilibri delicati che devono essere rispettati e fatti crescere con armonia.
Per questo motivo pensiamo che l’esperienza di una persona che da più di trent’anni si interessa di burattatura del prodotto, sia fondamentale ad esempio quanto quella di un bravo designer o di un saldatore (nel caso di occhiali in metallo). Quindi meta di questo incontro è Enzo Stramare, fondatore e titolar della Basel che da tutti è considerato una specie di guru della finitura.

Si dice che a Quero dove ha sede la sua azienda, finiscano per passare tutti quelli che (artigiani o industriali) desiderino fare del proprio prodotto un occhiale al di sopra della media. Perché Stramare e la sua Basel non solo producono i legnetti per buratto, cioè la materia base con cui si realizza una finitura di classe, ma forniscono tutto il necessario tecnologico per realizzare il processo: macchine e prodotti per vibrofinitura nonché tutti i prodotti che devono essere utilizzati per ottenere il risultato desiderato. A questi si aggiunge poi l’offerta di macchine laser per marcatura.
Quando parliamo di necessario per le operazioni di burattatura non ci riferiamo a macchine, legnetti e creme. Ci riferiamo alla conoscenza che Stramare quotidianamente riversa sui proprio clienti.
Quando iniziò la propria attività nella zona di Quero l’industria dell’occhialeria non era ancora sbocciata e Enzo, forte del suo diploma di tornitore già da alcuni anni aveva iniziato a lavorare per l’industria dell’illuminotecnica che in quell’area era particolarmente presente attraverso i mercati del nord Europa. All’inizio degli anni ‘80 il mondo degli occhiali iniziò a prender piede fra le imprese della zona e Stramare iniziò a fornire a conoscenti e aziende i legnetti torniti che, inseriti insieme alle creme indicate, provvedevano a rendere uno spigolo bello, una superficie liscia e lucida a dare all’occhiale quella armonia che altrimenti non ci sarebbe stata.

“All’inizio degli anni ‘80 – ci racconta Enzo Stramare – il lavoro di produzione dei componenti torniti per i lampadari iniziava a diminuire ma si apriva per me la possibilità di utilizzare i miei torni per realizzare quei legnetti tanto importanti per la finitura degli occhiali. Così in pochi anni, nel 1985 – è sempre Stramare che ricorda – decisi che il mio lavoro si sarebbe rivolto solo a questa tipologia di prodotto. Erano anni in cui stava nascendo il comparto degli occhiali in questa zona e al seguito delle prime aziende sorte a cavallo fra i ‘70 e gli ‘80 si stava creando anche il mondo dell’indotto e del terzismo.”
È chiaro che a quel punto il desiderio di fare le cose per bene prese piede e così accanto i legnetti, Stramare inizio a fornire tutto ciò che faceva parte del lavoro di finitura.
“Mi sembrava logico – ci spiega oggi – mettere i miei clienti nelle condizioni di avere tutto ciò di cui necessitano. Così accanto ai legnetti vennero le creme, poi le altre attrezzature. In modo graduale senza quasi rendercene conto siamo arrivati a proporre ai nostri clienti tutto ciò di cui possono avere necessità. Alcune cose sono di nostra produzione altre ci limitiamo a commercializzarle. L’importante è che oggi siamo in grado di seguire il cliente lungo ogni singolo passo che porta alla migliore finitura possibile.”

Non è un lavoro facile quello di Enzo Stramare che nella sua attività quotidiana è coadiuvato oltre che dai collaboratori dal figlio e dalla moglie. Perché per aiutare i produttori lungo il percorso della finitura ci vuole esperienza e soprattutto la capacità di trasmetterla.
“Vede – spiega ancora Stramare – non basta mettere un po’ di legnetti per burattare e un po’ di crema da fargli assorbire per creare la miscela perfetta. I legnetti per quanto possano essere costanti nelle loro caratteristiche sono pur sempre legni, quindi particolari ricavati da una materia viva. Basta poco – ci spiega – per causare piccole differenze che solo la sensibilità di un operatore attento riesce a cogliere fino in fondo. Basta che il materiale di burattatura si sia consumato un po’ e che assorba una quantità di crema inferiore al previsto per un qualsiasi motivo, che diventa necessario intervenire e produrre in modo differente quel processo.”
Per questo le aziende del settore, piccole o grandi che siano, si rivolgono a Basel per esser certi di fare bene il proprio lavoro. Enzo Stramare infatti è tutto tranne che un venditore di macchine e additivi come si potrebbe invece credere rifugiandosi nella descrizione merceologica. Enzo Stramare è una guida per imprenditori. Li segue passo passo: dal momento in cui decidono di completare la propria produzione con la finitura. E si tratta di una consulenza che prosegue per sempre. Perché spesso le aziende non hanno la possibilità di formare personale estremamente specializzato per dedicarlo a una sola fase produttiva. Il risultato è che è proprio Basel a mettere giorno dopo giorno il cliente nelle possibilità di operare al meglio.


“Il nostro lavoro – spiega ancora Enzo Stramare – è proprio una guida alla individuazione dei problemi che arrivano dai reparti di produzione e si scaricano sulla finitura. Spesso ci capita di essere chiamati per un problema di finitura e poi individuare la questione una o due fasi più indietro nel processo produttivo. Le faccio un esempio: basta che una fresa sia consumata in modo non perfetto e uniforme per causare delle piccole deformazioni sulla superficie e che queste in fase di finitura emergano in modo evidente: tutti andranno a cercare il problema nella fase di lucidatura, mentre magari è un passaggio prima. In questo mestiere serve la combinazione di due elementi: da una parte l’esperienza, dall’altra la passione. Perché è davvero un gioco fatto di sottili equilibri e basta pochissimo per non rispettarli.”
D’altra parte aggiungiamo noi, il passaggio necessario fra la lucidatura effettuata manualmente e quella realizzata automaticamente comporta un abbattimento dei costi di processo significativo, ma dalla parte opposta si propone la necessità di avere persone che conoscono e amano questa lavorazione.

Da alcuni anni in Basel accanto a Enzo Stramare e alla moglie c’è il figlio che sta approfondendo sempre più una professione non certo facile e per certi versi decisamente impegnativa, visto che la clientela dell’azienda di Quero è oramai sparsa su tutto il territorio nazionale. Una presenza che Stramare con la sua Basel si è conquistata grazie alla continuità del servizio offerto, alla qualità del prodotto e soprattutto alla capacità di essere al fianco dell’imprenditore in tutti i momenti del suo lavoro. Si tratta di una cosa apparentemente semplice che tale però non è. Per chiunque svolga un lavoro o acquisti un prodotto la necessità principale è quella di essere sereno rispetto al fatto che mai e poi mai si troverà solo davanti a un problema.

Legnetti, la qualità passa anche di qua
Anche se sono chiamati con un termine quasi sminuente, i legnetti sono il cuore del lavoro di burattatura. Ed è da qui che parte il lavoro di Basel. Infatti questi piccoli ma importantissimi articoli sono prodotti all’interno dell’azienda in forme e dimensioni predefinite ed estremamente precise. Per produrre ci sono macchine speciali che non sono in commercio e che sono state realizzate su specifiche di Enzo Stramare. Alla base c’è un semilavorato in faggio che viene tagliato e dimensionato in tre differenti forme: il cubo, l’asticella e il rombo. Mentre il rombo è realizzato in una sola dimensione, gli spezzoni di asticella hanno una sezione sostanzialmente quadrata e sono disponibili in due dimensioni: sezione di 4 o 6 mm per una lunghezza rispettivamente di 10 o 12 mm. I cubi infine sono prodotti in differenti formati: da 4 a 12 mm. Il prodotto finito viene poi essiccato in un forno che ha lo scopo di garantire la massima uniformità dei singoli pezzi realizzati.