Pier Martino, gioielli per gli occhi

La scelta è sicuramente coraggiosa, ma non possiamo negare che con il marchio Pier Martino gli obiettivi siano stati centrati in pieno: lusso, eleganza e unicità sono i punti di partenza

Se da una parte il concetto di qualità è strettamente legato al corrispondente pensiero del Made in Italy, dall’altro è altrettanto vero che proprio l’idea di made in Italy spesso comprende altre voci che diamo per scontate ma che scontate non sono proprio. Ci riferiamo in primo luogo a tutto ciò che non è strettamente e fisicamente legato al prodotto e che possiamo accasare sotto il grande ombrello su cui è stampato il nome “servizio”. Si tratta di aspetti relativamente poco tangibili, almeno per chi ha fatto del prezzo basso il proprio credo, che però si rivelano assai più presenti e tangibili quando si tirano le somme e si contano i pregi e i difetti di un prodotto dal momento in cui viene pensato a quello in cui è nelle mani del cliente finale.
Ovvio che ci riferiamo al mondo dell’occhiale e proprio per questo abbiamo deciso di porre alcune domande a Pierluigi e Maria Martino che sono anima e guida di Pier Martino, marchio italiano che è parte della galassia Atmosphera e specializzato nella ideazione e produzione di occhiali di alta gamma e in particolari di prodotti che si ispirano direttamente al mondo della gioielleria sia per contenuti tecnici, sia per contenuti estetici e di valore economico.

Sig. Martino come nasce e si compone la vostra produzione e come è suddivisa sotto l’aspetto commerciale?
“La storia di Atmosphera nasce nel 1999, siamo dei produttori di occhiali per il mondo delle private label sia di modelli realizzati per noi e che sono sotto l’etichetta Pier Martino. Particolarità del nostro lavoro è che la parte che riguarda il marchio di casa ha un peso piuttosto sensibile rispetto a quanto accade a nostri colleghi che a loro volta operano con una divisione come la nostra. Per noi il peso dell’etichetta Pier Martino si attesta a circa la metà del giro di affari di tutta Atmosphera. I nostri clienti sono principalmente nordamericani: infatti proprio quell’area geografica assorbe la metà della nostra produzione. Altre aree che ci danno soddisfazione sono il Medio Oriente e l’est Europa. Se alla base della nascita di Atmosphera c’era il desiderio di fare tendenza, distinguendosi con la proposta di un servizio di sviluppo e realizzazione che raggiungesse un nuovo standard qualitativo e rivoluzionando le posizioni più tradizionali in materia di classicità del prodotto, la nascita di Pier Martino è invece la concretizzazione di un desiderio che ci portavamo dietro da tempo: far nascere un prodotto che avesse come punto di riferimento iniziale non il semplice mondo dell’Eyewear, ma quello della gioielleria. Insomma desideravamo realizzare occhiali di una certa presenza e di un certo valore. Direi che ci siamo riusciti e che l’esperimento è oramai realtà consolidata.”

Parliamo di Pier Martino: come lo classificherebbe nel panorama dell’occhiale?
“La definizione dei nostri prodotti sta tutta nell’area di mercato cui abbiamo deciso di rivolgerci. Non produciamo occhiali facili: né da vendere, né da commercializzare. Per intenderci offriamo prodotti in cui ci sia dell’estro accompagnato da scelte preziose e questo aspetto il mercato pare recepirlo piuttosto bene. Anche perché il mercato sta cambiando sempre più e questo ci ha permesso di far apprezzare il fatto che i nostri prodotti siano frutto di quella elaborazione che parte più dal gioiello che dal concetto tradizionale di occhiali. Quando abbiamo iniziato con l’arricchimento realizzato con gli strass non si trattava di una novità assoluta, ma il fatto che siamo riuscii a identificare un modo differente di pensare, disegnare e proporre l’occhiale ci ha subito posto in un segmento di mercato per certi versi molto interessante. Ecco questo è un aspetto che non si deve mai dimenticare quando si parla dei prodotti Pier Martino: il punto di partenza è un gioiello su cui noi andiamo a studiare e inserire delle lenti. Insomma abbiamo ribaltato l’approccio al prodotto. Facendo comunque molta attenzione al fatto che sia un prodotto indossabile.

Quindi un modo differente di pensare il prodotto? Se sì da dove prendete l’ispirazione?
“ovviamente trattandosi di occhiali l’aspetto della forma non può essere stravolto e tralasciato, però devo dire che per noi parte importante delle idee e delle ipotesi di lavoro nasce visitando le fiere dedicate alla gioielleria. Perché è bello farsi contaminare da settori che sono fonti ispiratrici per il nostro lavoro. Anche per questo non diamo mai nulla per scontato in materia di soluzioni e materiali”

Cosa significa?
“Molto semplicemente che i nostri occhiali sono davvero figli della gioielleria. Nelle nostre collezioni non sono mancati modelli in oro e diamanti. Chiaramente in quel caso si trattava di prodotti di élite in un mercato di élite, però c’erano e sono stati apprezzati. È evidente poi che ci sono mercati più ricettivi e mercati meno propensi a prodotti così importanti. Ma deve tenere presente che questo valore apparentemente eccessivo rispetto ai nostri canoni abituali è invece la forza di certi modelli.

In che senso?
“È molto facile. Chi entra in un negozio di ottica pensando di spendere cifre importanti per un occhiale prezioso difficilmente cadrà nella tentazione di comprare un prodotto normale e solo appesantito da soluzioni solo apparentemente preziose. Questo su alcuni mercati è considerato un vero punto di forza del nostro prodotto. È chiaro che non è così su tutti i mercati, soprattutto in Europa. Ma in certe aree del mondo è una scelta che paga. Anche se pure l’Europa sta diventando un possibile mercato e per questo ci stiamo organizzando meglio. Un prodotto come il nostro se è apprezzato lo è davvero moltissimo, perché è assolutamente differente da ogni altro.
Per un prodotto come il vostro non c’è un problema di contraffazione?
Sì è una questione che ci vede molto impegnati. Nell’area asiatica e nell’Africa Sub Sahariana la contraffazione è davvero molto presente. Si trovano negozi che vendono prodotti con il marchio Pier Martino a prezzi che sono fra cinque e dieci volte il prezzo corretto. Ovviamente si tratta di occhiali che non hanno punti in comune con i nostri, ma in ogni ci danneggiano. Per questo stiamo avviando una serie di procedure che possano permettere ai nostri clienti di risalire alla storia del singolo occhiale avendone la certezza dell’origine.

Maria Martino, lei è la persona che crea gli occhiali Pier Martino, quale il percorso creativo che porta alla nascita di un nuovo modello?
“Il punto di partenza è sempre un’idea che ricavo anche confrontandomi con il mondo che ci circonda e in particolare dando attenzione alla gioielleria. Le idee, come può immaginare, nascono un po’ alla volta, elaborando un pensiero e poi facendolo crescere attraverso schizzi, evoluzioni e nuove idee che vanno ad aggiungersi. É un lavoro di costruzione all’inizio e di affinamento poi. Alla fine di questo processo arrivo finalmente a uno schizzo fatto a mano. È il primo punto nodale del processo ideativo. Sulla base dello schizzo si arriva a definire alcuni particolari e poi si passa alla progettazione fatta con il computer. Il classico progetto Cad che serve poi per passare ai primi prototipi e quindi al loro montaggio per vedere il prodotto montato e indossato; Tutto questo avviene cercando di mantener le lavorazioni all’interno dei nostri luoghi produttivi. Cerchiamo sempre di avere tutto sotto controllo non solo per una questione di qualità del prodotto finito, ma anche e soprattutto perché non intendiamo perdere la nostra vocazione produttiva che è uno dei punti di forza che ci distingue dalle aziende commerciali. Noi siamo produttori di occhiali. A proposito di questo è evidente che ci sono alcuni passaggi che siamo costretti a delegare a terzisti selezionatissimi e seguitissimi da noi, credo che quando si produce un oggetto così complesso come un occhiale e facendo ricorso a materiali differenti fra loro, qualcosa debba per forza essere demandato a specialisti di nicchia. Tenga però presente che la nostra è volutamente una produzione artigianale e come tale deve rispondere a requisiti di grande qualità e di unicità. Questo significa vivere con uno stimolo in più che ci accompagna ogni giorno.”

Dal suo punto di vista di donna e di designer, cosa significa realizzare prodotti di alto livello come i Pier Martino?
“Ci sono due aspetti che reputo significativi: da una parte c’è la libertà di poter realizzare qualcosa senza i vincoli che inevitabilmente i grandi marchi del lusso devono in qualche modo rispettare nella realizzazione dei propri prodotti. Non possono uscire da determinati canoni e di conseguenza spesso rischiano meno. Si tratta di vincoli che io non ho. I miei vincoli, i vincoli degli occhiali Pier Martino, non sono tanto vincolanti come per altri marchi premium. E poi c’è il secondo aspetto, quello più personale, se vuole quasi intimo. Ogni volta che disegno, progetto, provo, mi immedesimo nelle persone che entreranno dall’ottico e potranno vivere l’emozione di indossare un vero gioiello da mettere sugli occhi. Per me è una emozione grandissima che provo quando provo un occhiale per la prima volta. È comunque una emozione grande che mi piace pensare possa essere condivisa da qualcuno che trova quello che cerca proprio nelle nostre collezioni”.

Parliamo di materiali e di decorazioni
“Anche qui cerchiamo di essere unici e diversi dagli altri. Le faccio un esempio: alla base ci sono i classici materiali con cui si producono gli occhiali, quindi metallo (di solito acciaio, rame berillio per le parti più elaborate) o acetato e ovviamente combinato. Ma anche legno in alcuni modelli. Poi però i nostri occhiali sono trattai in modo differente, arricchiti di particolari, di finiture, di lavorazioni uniche che li contraddistinguono e che li rendono uno differente dall’altro. Rivestimenti di pelle, verniciature particolari eseguite a mano, strass di alta qualità. Ma non solo: mi viene in mente un modello le cui aste con placcatura oro sono trattate con una martellatura leggera realizzata a mano. Nessuna asta è uguale all’altra e questo accentua il concetto di unicità del prodotto. Non ci piace realizzare occhiali che non abbiano una forte personalità. Anche le forme più tradizionali quando incontrano il nostro modo di lavorare diventano altro. Si arricchiscono e si impreziosiscono. Diventano, per dirla in modo semplice, un prodotto differente.

Voi realizzate occhiali vista e sole, donna e uomo. Come cambiano le filosofie realizzative fra questi differenti mercati di riferimento?
“sicuramente ci sono delle differenze fra uomo e donna, soprattutto in prodotti come i nostri che sono particolarmente lavorati. Anche se devo dire che anche qui stanno cambiando le cose. In passato, e lo dico da donna che disegna occhiai i modelli per omo erano orientati esclusivamente alla funzione. Poi le cose sono iniziate a cambiare. Lentamente all’inizio e sempre più velocemente in tempi recenti. È chiaro che ancora oggi ci siano delle differenze fra uomo e donna, ma anche nei modelli uomo ci sono evidenti segnali di cambiamento. Oggi certi arricchimenti e certi decori ben armonizzati sono accettati senza problemi anche nei modelli maschili. Chiaro che certe particolarità tipiche degli occhiali da donna non sono ancora normalità. Però devo dire che i cambiamenti sociali si sentono e si riflettono ogni giorno di più sul prodotto.

Cresce l’attenzione per modelli più spinti verso l’abbattimento di determinate barriere. È chiaro che ci vorranno anni prima di arrivare a una assoluta e indiscriminata similitudine fra modelli uomo e donna, ma devo dire che già ora si vede spazio per modelli che virano verso il concetto di “gender fluid”. Un tempo, ad esempio, certe decorazioni erano prerogativa dei modelli femminili, oggi non è necessariamente così. Si sta assistendo come in altri settori della vita quotidiana e della moda in primo luogo a una commistione e noi che operiamo molto sul mercato nordamericano, queste cose le vediamo evolvere molto velocemente. Non escludo quindi che da questa considerazione possa nascere un nuovo stimolo a fare un prodotto diverso.