Metalfre: fatta per risolvere i problemi

Metalfre di Schio è l’icona dell’azienda ideale per un committente. Non ci sono problemi irrisolvibili, livelli di qualità non ottenibili o soluzioni impossibili. Paolo Barbiero e i suoi, sono tenaci, preparati e organizzati.

Una delle cose più belle del mondo dei produttori di occhiali e componenti è la grande varietà di persone e di racconti che si possono incontrare. Non fa eccezione a questa regola la storia di Paolo Barbiero, da trentadue anni al timone di comando dell’azienda da lui stesso fondata: la Metalfre.
Non a caso abbiamo usato il termine timone, tipicamente marinaresco. Paolo Barbiero deve infatti anche al mare la sua vicenda, la sua storia imprenditoriale. Da giovane faceva il radiotelegrafista di bordo, ufficiale della Marina Mercantile e in uno dei tanti viaggi conobbe colei che lo fece approdare a Schio, in provincia di Vicenza e a due passi da una delle montagne simbolo della prima guerra mondiale (della cui storia lui è appassionato).
Paolo, una volta lasciato il mare iniziò a lavorare in una galvanica/verniciatura: era un tipo sveglio che si dava da fare e così un imprenditore della zona che operava nel mondo dell’occhialeria, gli propose di mettersi in proprio e di iniziare a fare il contoterzista per lui.
“ La mia prima reazione – ci racconta Barbiero – fu quasi di stupore, anche perché io di occhialeria non capivo molto e quindi non sapevo proprio da che parte iniziare. La persona che mi fece la proposta mi invitò anche ad andare a imparare da lui nel tempo libero, le lavorazioni che c’erano da fare sui suoi occhiali e così feci. Mi diede le chiavi dell’azienda e la sera o il sabato andavo ad imparare. Dapprima seguito da qualche persona che già lavorava in azienda, poi mi conquistai una mia autonomia e fui pronto a partire per la mia avventura”.

In quella fase Paolo Barbiero era solo un contoterzista che si stava avvicinando al mondo dell’occhialeria, ma come ci racconta lui stesso non era certo un tecnico del settore. Quasi sorridendo al ricordo racconta che una volta trasferito in quella che è ancora oggi la sede della sua azienda, iniziò in modo un po’ disordinato ma assolutamente metodico ad acquistare macchine per costruire occhiali in metallo. Prima una macchina per fare una lavorazione, poi un’altra e così via.
“ Alla fine avevo tutto ciò che mi serviva per mettermi a produrre occhiali – è sempre Barbiero che racconta – ma non ero capace di farle funzionare. Avevo accumulato un piccolo patrimonio in macchinari che non sapevo sfruttare fino in fondo. Mi ero specializzato in alcune lavorazioni come la fresatura dei canalini e musi, la pulitura e la lucidatura, ma ero comunque un contoterzista, non ero certo capace di produrre da solo degli occhiali finiti. Capitò però che un’azienda della zona fosse stata venduta ed i dipendenti in gran parte liquidati. Così ebbi la possibilità di assumere due di loro che erano proprio quelli che mi servivano per chiudere il cerchio e completare l’offerta. Uno era un attrezzista, l’altro saldava e così mi misi in condizione di affrontare la produzione di un occhiale”.

Il primo passo furono gli occhiali grezzi e poi quelli finiti. La Metalfre stava prendendo il largo e si stava sempre più dimostrando una realtà in grado di realizzare un prodotto di qualità per clienti importanti ed esigenti. Il passaggio da semplice esecutore di lavorazioni a produttore di occhiali finiti era compiuto. In aziende di questo genere però non basta essere bravi, si deve essere capaci di crescere e di investire e sotto questo punto di vista Metalfre non è rimasta certo indietro rispetto al mondo cui appartiene. Un esempio viene dalla scelta di essersi avvicinata ad altro materiale che è il titanio.

“La scelta di avvicinarmi al mondo del titanio – spiega Barbiero – nasce da una esplicita richiesta di alcuni clienti importanti. Ci hanno chiesto se eravamo interessati ad affiancare ai metalli tradizionali, anche questo materiale e noi ci siamo dati da fare”. Darsi da fare in questo caso significa investire in impianti moderni in macchinari all’avanguardia ed in formazione. Così è stato: nell’officina della Metalfre ora, accanto alle macchine per lavorare e costruire gli occhiali in metallo, sono presenti anche strumenti per affrontare il titanio. In particolare una saldatrice sottovuoto e un laser.

Ma altri investimenti sono previsti, per crescere, per mantenere la competitività e migliorare la qualità. “ La scelta di avere entrambe le tipologie di macchine per poter saldare – ci spiega ancora Paolo Barbiero – è legata al desiderio di avere a seconda della tipologia di saldatura da realizzare, lo strumento ideale. Quello in grado di garantire la migliore qualità possibile. Così abbiamo iniziato ad affrontare produzioni in titanio e devo dire che ci stiamo togliendo delle belle soddisfazioni”. A dire il vero le soddisfazioni per la Metalfre arrivano anche da altre parti. A noi è bastato vedere quali sono i nomi dei clienti che hanno scelto Barbiero e la sua Metalfre per renderci conto che si tratta di un terzista che in altri comparti sarebbe definito di “prima fascia” cioè di quelli a cui rivolgersi senza doversi preoccupare più di nulla.Ed è così davvero, non è solo una sensazione.

Vediamo degli occhiali che sta producendo proprio in questo periodo per un marchio famoso e ci racconta che per poter arrivare a definire il progetto il committente si è limitato a dargli un disegno e a lasciargli carta bianca. Una bella responsabilità che però ha dato i suoi frutti e sappiamo già che quando vedremo quegli occhiali su qualche rivista di moda penseremo al lavoro certosino di studio e di messa a punto delle attrezzature che lo staff della Metalfre ha puntigliosamente curato. “Lavorare per prodotti particolari e di alta qualità – è sempre Barbiero che spiega – è tutto tranne che facile. Perché ai nostri prodotti di alto livello è demandata anche la responsabilità di fare da traino per i modelli meno sofisticati e meno costosi. Il Made in Italy sotto questo punto di vista è una cosa molto seria e molto importante”.
Spesso non ci si rende conto che il ruolo dei produttori nazionali è propedeutico al successo mondiale di gruppi famosi. In Italia si producono la qualità, l’eccellenza. Siamo quelli per cui molti si avvicinano ai marchi prestigiosi. Non è un modo di dire, ma in Italia si fa davvero la qualità. E la riprova viene da come siano numerosi i marchi di occhiali che dopo aver cercato altre vie, per risparmiare qualche euro, si siano resi conto che il risultato non era lo stesso.

In Italia ci sono cinquant’anni di storia e di know how. Qualche sedimento lo avranno pure lasciato. “La conferma del buon lavoro che viene svolto ogni giorno – parla ancora Barbiero – viene dalla soddisfazione che si può leggere sul volto del cliente una volta toccata con mano la sua “creazione”. Non capita mai che il risultato del prototipo su cui noi mettiamo evidentemente del nostro, non soddisfi il cliente più esigente. Non è una questione di perfetta corrispondenza fra prototipo e disegno. È il modo in cui si riesce ad interpretare un’idea, un pensiero. Siamo in prima linea ogni giorno e forse è proprio per questo che andiamo avanti, investendo sulle persone che lavorano con noi, sugli impianti e sul nostro futuro”.