LCD, il metallo e qualcosa in piu’.

Agostino, Stefano e Vittorio Coppe guidano l’azienda fondata nel 1980 dai primi due. Una realtà nata per operare da contoterzista che si è trasformata in produttore di occhiali in metallo che guarda dritto al futuro

Si dice che le aziende si misurino oltre che per il fatturato anche per gli anni di attività. Crediamo, senza nulla voler togliere alle realtà con meno anzianità, che a volte l’esperienza sia un ottimo viatico verso il mantenimento della leadership.
Motivo questo per cui crediamo che l’azienda LCD di Segusino sia un esempio da raccontare e da proporre a chi ci legge, visto che sono esattamente quaranta gli anni di attività di questa azienda.
A fondarla ci pensarono Agostino e Stefano Coppe nel 1980. Erano gli anni d’oro dell’occhialeria italiana e ai due fratelli sembrò logico impegnarsi in una attività a conduzione familiare che permettesse loro di iniziare a emanciparsi dalla realtà per cui lavoravano e vivevano. Per certi versi una storia quasi normale da queste parti. A ben guardare però non è così.

Agostino e Stefano quindi decisero di mettere a disposizione le loro conoscenze in materia di saldatura e crearono l’azienda LCD. “Il luogo dove stabilimmo la nostra sede – ci racconta Agostino Coppe – era proprio qui. La differenza è che i nostri vicini di allora erano anche i nostri principali clienti. Oggi non ci sono più, mentre noi abbiamo avuto la fortuna di rimanere attivi sapendoci evolvere nell’offerta alla clientela”. Al momento della nascita, LCD si diede come compito la realizzazione di saldature conto terzi su occhiali in metallo. Ai tempi si saldavano tutti i componenti. Allora il lavoro da conterzisti era davvero tanto: ”Non molto tempo fa – ci racconta Stefano Coppe, uno dei due soci fondatori della LDC – mi è capitato di guardare del vecchio materiale contabile. Materiale di circa trent’anni fa. La quantità di lavoro che svolgevamo era davvero imponente: si parla di ordini per la lavorazione di decine di migliaia di pezzi alla volta. Impressionante. Verrebbe quasi da dire che ai tempi i cinesi del mercato eravamo noi”.

Però ai fratelli Coppe fare lavorazioni in conto terzi non bastava più. Così nella seconda metà degli anni ‘90 presero la decisione e iniziarono a produrre occhiali. Una produzione su richiesta e disegno del cliente e sempre legata al mondo dell’occhiale in metallo. Se questo passaggio segna uno spartiacque fra la prima e la seconda era nella LCD, un altro punto nodale nella bella storia di questa realtà di Segusino è costituito dalla crisi del primo decennio di questo secolo nell’ambito dell’ occhialeria.

Un momento in cui il mercato non solo si fermò in modo drammatico, ma assunse anche connotati differenti. Questo portò Agostino e Stefano a seguire i cambiamenti che il mercato stava proponendo. “In quella fase – è Vittorio Coppe che ci spiega – si producevano occhiali dalle linee semplici e molto classiche. Si trattava di un lavoro che ci permetteva di mettere a frutto la nostra capacità tecnica dandoci una strada diversa verso cui puntare e quindi rappresentava anche una strategia per il futuro. Io – prosegue Vittorio Coppe – sono entrato in LCD nel 2012 proprio nella fase in cui si concretizzava questa seconda trasformazione in materia di offerta alla clientela”.

Per LCD questo nuovo cambio di passo fu del tutto logico anche se estremamente profondo e impegnativo per gli aspetti tecnici che comportava. Infatti proprio in quel periodo accanto al mondo della produzione di occhiali di foggia più tradizionali, Vittorio Coppe pensò che ci si potesse approcciare a un mondo sicuramente più fruttuoso e gratificante come quello della moda.

“In effetti – ci spiega ancora Vittorio Coppe – per noi l’avvicinarsi alla moda è stato quanto di più unico si potesse immaginare. Con la moda è iniziata una fase di crescita qualitativa e tecnica senza precedenti. I nostri clienti ci chiedevano di più e noi abbiamo provato a seguirli: questo ci ha portato a imparare e, per certi versi, a cambiare un po’ la mentalità. Sotto questo profilo devo dire che l’accoppiata fra la prima e seconda generazione in azienda ha funzionato molto bene. Mio padre e mio zio sono stati elementi di stabilità, mentre io, che sono entrato qui che avevo poco più di vent’anni, ho fatto da spartiacque fra tradizione e innovazione. Questo ci ha portato – è sempre Vittorio Coppe che parla- a crescere e cimentarci in nuove opportunità rivoluzionando il modo di pensare e di produrre in LCD”.

Da dire che questa ventata innovativa non ha tolto nulla agli aspetti tradizionali e artigianali del lavoro in LCD. Un altro aspetto fondamentale di LCD è la sua assoluta italianità, che accompagna il prodotto attraverso tutti i passaggi che questo compie nel suo tragitto dall’essere filo (semplice profilo) fino a diventare occhiale. Un processo tutto interno alla LCD che ha un solo passaggio fuori dai cancelli di Segusino: il trattamento galvanico che è destinato per motivi di ambiente e sicurezza ad essere seguito da aziende specializzate.

Se un tempo alla LCD arrivavano scatoloni di minuterie da assemblare, di componenti da saldare, oggi le cose stanno in modo molto differente: il cliente può arrivare con una semplice idea o con un progetto completo. Sarà Vittorio Coppe, in accordo con Agostino e Stefano, a farsi carico di organizzare tutto ciò che serve per arrivare ai primi prototipi e alla produzione che, proprio per merito della specificità del lavoro svolto da LCD, è seguita passo passo e non prevede necessariamente la realizzazione di migliaia di pezzi per ogni modello. Un altro esempio di come la specializzazione possa portare a rendere proficuo anche un lavoro di nicchia.

Se fossimo davanti a un’azienda tradizionale potremmo probabilmente fermarci qui. Invece siamo davanti alla LCD e a Vittorio Coppe che mostra tutti i segni della sua età: intraprendenza, entusiasmo e voglia di fare. Così, quando accenniamo al futuro e a come lo immagina per l’azienda che governa con lo zio e il padre, un sorriso gli si apre in volto: ”Ad essere sincero – conclude Vittorio Coppe – devo dire che non mi dispiacerebbe affiancare al metallo, che è parte della nostra storia presente passata e futura, anche dei materiali diversi. Ad esempio l’acetato: ci vuole però impegno e capacità di investire. Ci stiamo pensando…”.