Giovanni Vitaloni: importante è la coesione del settore

Giovanni Vitaloni, presidente Mido

Da qualche giorno le nuove date del MIDO sono ufficiali. Si svolgerà dal 5 al 7 luglio sempre nei padiglioni di Fiera Milano a Rho. Al momento della comunicazione delle nuove date, nel settore si è aperto un dibattito piuttosto serrato. Dibattito che ha riguardato non solo le date in senso stretto, ma tutti i criteri che stanno dietro la decisione di confermare, nonostante una situazione generale non facile, il MIDO 2020. Questo a cascata ha portato a riflessioni ancora più ampie sul nostro sistema imprenditoriale dell’occhialeria, scatenando (è proprio il caso di dirlo) un dibattito acceso fra i protagonisti del settore: imprenditori, ottici e più in generale, persone coinvolte nella filiera del comparto.

A questo punto, diventava per noi necessario fare il punto su ciò che sta accadendo, sui motivi che hanno portato ad alcune scelte per poterle condividere con voi. Abbiamo quindi parlato con Giovanni Vitaloni, presidente MIDO, che ci ha illustrato con chiarezza il percorso e le motivazioni che hanno portato a perdere determinate decisioni.

Presidente Vitaloni, iniziamo a spiegare come si è giunti alla definizione delle nuove date del MIDO

“La prima considerazione da fare è legata al momento estremamente particolare che stiamo vivendo. È evidente che si stia attraversando una fase di emergenza che ha ricadute sulla nostra filiera, come del resto su tutte le filiere produttive. Di conseguenza era inevitabile immaginare che la situazione avrebbe comportato qualche inevitabile compromesso. Questo significa, in termini pratici, che nel momento in cui si è dovuto sospendere il MIDO, le soluzioni che sarebbero state individuate avrebbero necessariamente costretto a individuare soluzioni mediate. La prima decisione è stata quella di non annullare il MIDO, ma di posticiparlo.

In termini pratici cosa significa?

È molto semplice: fra fare e non fare abbiamo deciso di fare. Sono fermamente convinto che MIDO abbia un ruolo trainante per il settore non solo per l’aspetto fieristico in senso stretto ma come momento di condivisione, di incontro e di confronto. Per non parlare poi delle ricadute che una manifestazione cui partecipano decine di migliaia di persone può avere su un comparto come il nostro. Quindi non far svolgere il MIDO avrebbe significato interrompere un percorso che esiste da decenni e che è fondamentale per l’intera filiera. MIDO è uno degli strumenti attraverso cui passerà il rilancio del settore.

Come nasce la scelta delle date?

La situazione, come sappiamo tutti, non ha avuto ricadute solo sul mondo dell’occhialeria, ma su tutta l’industria e tutto il comparto fieristico. Faccio qualche esempio: Cosmoprof a Bologna, Salone del Mobile a Milano, Salone dell’Auto a Ginevra. Sono solo una piccola parte delle vittime illustri dell’emergenza sanitaria. Abbiamo fatto intere giornate di riunioni con Fiera Milano e con gli organizzatori di altri eventi, proprio per cercare di trovare insieme una soluzione che potesse essere accettabile da tutti quelli che si sono trovati come noi in una situazione non prevista.

Quindi dal 5 al 7 luglio era la sola possibilità

No ma la scelta di luglio è la prima sfruttabile, considerando che fissare delle date nel mese di maggio era sostanzialmente impossibile visto che non si può escludere che la situazione veda un prolungarsi dei divieti. Infatti a Milano la prima manifestazione che si svolgerà dopo la riapertura della Fiera, sarà il Salone del Mobile che ha come data iniziale il 16 giugno. Questo significa che gli allestimenti avranno inizio almeno sette/dieci giorni prima: quindi dal 6 giugno e fino al 27 o 28, considerando lo smontaggio visto che il Salone ha dimensioni importantissime, Fiera Milano non era disponibile. Quasi sovrapposto a questo ci sarà dal 20 al 24 giugno la Milano Fashion Week uomo e dal 7 al 9 luglio Milano Unica moda e accessori.

La prima finestra disponibile in cui collocarsi era quindi quella che sta fra la chiusura del Salone del Mobile e Milano Unica: dal 5 al 7 luglio. E lì ci siamo posizionati, non senza avere fatto prima una ricognizione fra una rappresentanza di espositori del MIDO, scelta per dimensioni aziendali e presenza in fiera. Le aziende interpellate ci hanno confermato la loro partecipazione e ribadito l’impegno e l’organizzazione, come spesso accade in occasione del MIDO, dei propri eventi collaterali. Avremmo potuto puntare anche su settembre, ma non desideriamo metterci in contrapposizione con Silmo che si svolge a inizio ottobre ed è una manifestazione con cui abbiamo progetti comuni e con cui i rapporti sono eccellenti.

C’è anche la questione dei visitatori esteri

Per i visitatori europei valgono un po’ le regole che sono già attive in Italia. Ci sono molte manifestazioni di vario genere rimandate o soppresse anche in Europa. Ci sono poi gli americani che rappresentano un quarto delle nostre esportazioni. Proprio per questo siamo stati attenti a non sovrapporci alla data del 4 luglio, festa nazionale. La scelta di spostarci dal sabato alla domenica permette proprio di accoglierli nei due giorni conclusivi di MIDO 2020. Inevitabile, lo sappiamo anche noi, che qualcuno alla fine possa decidere di non venire, ma abbiamo cercato in tutti i modi di dare una risposta ai quesiti e ai vincoli, restando nell’ambito della griglia che avevamo a disposizione.

È palese che siamo entrati in una fase decisamente complessa.

È evidente che negli ultimi mesi molte cose sono cambiate e si sono fatte più difficili. Ma questo scenario non vale solo per noi, è così in tutto il mondo. Credo che a questo punto sia indispensabile fare sistema e difendere la nostra industria. La decisione di tenere il MIDO è anche figlia di questa considerazione. Verissimo d’altra parte che per le aziende non sarà facile riparametrarsi: d’altra parte in pochi mesi è cambiato tutto. Però tenere MIDO dal 5 al 7 luglio significa anche poter ripartire presentando le collezioni dell’autunno e questa può essere una chiave di lettura positiva e costruttiva: essere pronti a cogliere il momento positivo è fondamentale.

C’è un altro aspetto che credo debba essere poi considerato: ogni azienda sta sicuramente mettendo a punto un proprio piano di emergenza, una strategia atta a affrontare questo momento per essere pronti a ripartire non appena ci sarà la possibilità.

In questa fase il settore deve rimanere coeso in tutte le direzioni: industria, artigianato, distribuzione, formazione e informazione. Ogni singolo segmento deve fare la propria parte senza tirarsi indietro. Se le aziende si impegnano il settore è pulsante, dipende da noi. Abbiamo tutti la consapevolezza che i prossimi due mesi saranno complessi; sappiamo però anche che a luglio, superata l’emergenza, saremo più produttivi che mai. Ci sarà da lavorare e si dovranno mettere in atto dei comportamenti atti a fare ripartire in fretta le cose appena possibile. Le condizioni sono cambiate e di conseguenza i piani devono essere adattati. E dobbiamo essere veloci nel farlo.

Infine credo che il grande sforzo collettivo da fare ora sia quello di rimandare a un secondo momento il giudizio sulle date e concentrarsi, ognuno nel proprio ruolo, a preparare al meglio la cinquantesima edizione di Mido.