Erregi, nati per realizzare sogni impossibili

Il loro slogan potrebbe essere: “si accettano sfide impossibili”. Poi però le sfide per loro non sono impossibili. Anzi, con il titanio speciale e super flessibile che hanno ideato realizzano soluzioni senza pari.

Quando si parla di titanio nel mondo degli occhiali, subito si pensa al metallo piuttosto prezioso e caratterizzato da qualità che nel mondo cui apparteniamo sono certamente importanti. A partire dalla assoluta bio compatibilità, passando ad esempio per la resistenza e la leggerezza.

Quindi parlare di titanio per certi versi è piuttosto facile. Ma cosa accade se invece di un filo di titanio da modellare e saldare ci troviamo in mano un filo di titanio dotato di “vita propria”? E se si parla di vita propria non si usano termini a sproposito, perché qui stiamo parlando di un materiale conosciuto ma che Erregi di Canegrate (che lo tratta e lavora con tecniche non divulgabili) è capace di esaltare, aggiungendo alle sua peculiarità che già ben conosciamo, caratteristiche a dir poco fuori dall’ordinario. La prima caratteristica che il trattamento Erregi regala al titanio è la capacità di avere una flessibilità inimmaginabile che non è sicuramente caratteristica fondamentale come ad esempio invece è leggerezza che ben si sposa con le qualità che lo rendono inerte a contatto con la pelle. Tanto più utilizzabile se, come nel caso del titanio della Erregi, si tratta di una materiale che viene sviluppato all’interno della azienda di Canegrate partendo da studi per scopi medicali.

Prima di proseguire però, è meglio fare un piccolo passo indietro e raccontare da dove arriva questa opportunità che il mondo degli occhiali sta conoscendo ogni giorno di più.

Punto di partenza è la Erregi di Canegrate, cittadina a nord di Milano. Erregi nasce diversi anni addietro con il compito di realizzare e dare forma ( è proprio il caso di dirlo!!) a particolari ideati dal laboratorio di Lecco del Consiglio Nazionale del Ricerche ( CNR) sui possibili sviluppi del titanio in vari campi applicativi. A guidare Erregi la famiglia Rossini e in particolare Paolo Rossini che ci ha guidato durante il nostro incontro.

“ Come Erregi – ci racconta Rossini – nasciamo proprio con il compito di mettere in pratica i progetti del CNR di Lecco su questo materiale, cercando di individuarne e sfruttarne al meglio le qualità e le peculiarità. Questa attività, fin da subito si è orientata allo sviluppo di particolari medici per il corpo umano: si sono sviluppati particolari come tendini in titanio in grado di ridare mobilità ad articolazioni importanti quali il gomito o le ginocchia.O ancora particolari di robot umanoidi o di antropomorfi industriali.”

Man mano che cresceva però l’esperienza con il miglioramento tecnologico del prodotto, a Paolo Rossini e ai suoi è cresciuto sempre più il desiderio di sfruttare le proprie conoscenze ( davvero uniche e speciali a livello internazionale) proponendo le loro soluzioni anche all’industria dei beni di consumo.

“ D’altra parte – spiega ancora Paolo Rossini – con un materiale tanto unico le idee non potevano certo mancare. Se a questo poi si aggiunge il fatto che la nostra è una famiglia in cui il lavoro di ottico è sempre stato presente, è facile intuire come ci sia venuta l’idea di proporre al mercato il nostro titanio medicale che è caratterizzato oltre tutto da qualità dinamiche e strutturali davvero uniche.”

Da qui la decisione di proporre alla clientela del settore una offerta di minuteria ma seguendo uno spirito diverso dal solito. Infatti alla Erregi il processo si sviluppa seguendo delle linee direttrici del tutto particolari: in primo luogo la scelta di pensare insieme al cliente il prodotto da realizzare. Che si tratti di un naso o di un’asta le caratteristiche di elasticità e leggerezza di questo titanio sono tali da renderlo particolarmente adatto a garantire una estrema comodità.

“ Sono convinto – spiega ancora Paolo Rossini – che i nostri punti di forza siano individuabili lungo diverse linee direttrici: il primo è il materiale assolutamente unico con caratteristiche che solo noi siamo in grado di proporre, perché nasce dalla tecnologia che abbiamo sviluppato in casa nostra. Il secondo aspetto è la ricerca insieme al produttore di occhiali della soluzione ideale per risolvere una necessità. Ricordo in passato lo studio e la realizzazione di sistemi clip-on smontabili e ripiegabili o di occhiali senza cerniere sulle aste o con delle aste particolarmente confortevoli o ancora in grado di adattarsi elasticamente come nessun altro paio di occhiali alla forma e alle dimensioni della testa tornando poi una volta tolti dal viso alla loro esatta conformazione. Abbiamo studiato e realizzato un sistema che permette di mettere e togliere inserti, o messo a punto la possibilità di creare aste che si chiudono da sole

Per noi il mondo dell’innovazione sta a metà strada fra tecnica e divertimento. Per questo ci piace individuare soluzioni che sarebbero impossibili con altri materiali e anche con altri fili fili di titanio.”

Per Erregi infatti lo studio di un nuovo prodotto parte dalla condivisione dei problemi con il cliente e dalla proposta di soluzioni che speso apparirebbero almeno temerarie e che invece con il materiale di Erregi non lo sono affatto.

Tutto questo è possibile perché il normale filo di titanio che entra alla Erregi quando esce può assumere caratteristiche davvero speciali in funzione delle cure e dei trattamento che Erregi è in grado di effettuare: quelle dedicate al mondo dell’occhialeria riguardano la estrema elasticità e la memoria di forma. Il punto nodale della esperienza con il titanio di Erregi sta nella sua produzione che, lo ripetiamo perché desideriamo essere molto espliciti, è assolutamente segreta pur mantenendo delle qualità e delle cure tipicamente artigianali. Ed è da queste cure artigianali che scaturisce un’altra importante capacità di Erregi: “ La nostra organizzazione è molto flessibili e il processo produttivo è estremamente organizzato. D’altra parte operiamo anche in settori in cui la domanda è elevata e i tempi ridotti. Quindi siamo in grado di realizzare prototipi o produzioni in grande serie senza alcuna difficoltà. Il concetto di artigianale nel nostro caso non significa che si proceda in modo poco produttivo, anzi. Per noi artigianale è sinonimo di cura per ogni manufatto. Cura maniacale delle caratteristiche e dei dettagli. La cosa che credo ci distingua in modo particolare sta proprio nella nostra abitudine a dialogare con chi ci chiede una soluzione e a individuare insieme a lui il percorso migliore. Ancor più ci piace quando arriva qualcuno con idee decisamente innovative e riuscire a soddisfarli è una vera gioia. Ci sono sì le realizzazioni particolari come già detto e me ne vengono in mente altre, come quella messa a punto per un produttore del nord europa che ci aveva chiesto di aiutarlo a realizzare un paio di occhiali con aste che si fermavano all’altezza delle tempie e che realizzammo e che sono stati in commercio per diversi anni. La cosa più bella però – è sempre Paolo Rossini che ci spiega – è la fase di ideazione di progettazione di studio e di esplorazione delle mille possibilità che questo nostro materiale consente.

Titanio, materia per specialisti
Quando si parla di titanio si deve essere ben consci che si sta affondando un percorso che richiede specificità, qualità e alta tecnologia di trattamento e lavorazione. Perché basta poco per trasformare un prodotto biocompatibile in qualcosa di non adatto alla salute. Ecco il motivo per cui chi lavora il titanio deve necessariamente essere uno specialista, come nel caso di Erregi che ha fatto di questo materiale e delle sue implementazioni il proprio core business. E sta anche qui la particolarità dell’azienda di Canegrate: la capacità di interpretare forme e soluzioni senza mettere minimamente a rischio la qualità del prodotto finito. Non è un aspetto da dare per scontato quando si parla di materiali non facili da gestire. Sotto questo profilo Erregi ha saputo sviluppare una sua tecnica di modellazione e trattamento del materiale che è la stessa usata per i prodotti che devono essere impiantati nel corpo umano garantendo quindi la assoluta biocompatibilità.