Danor, lo stampaggio ad iniezione dell’occhiale

Con Davide e Angela Morosi di Danor srl approfondiremo il processo dello stampaggio ad iniezione nel settore occhialeria. Partiamo dalla prima fase.

Il processo inizia nel momento in cui il cliente ci presenta le sue necessità e le sue idee. Abbiamo a disposizione un gruppo di designer che possono elaborare le proposte che poi vengono definite con il cliente. Nel momento in cui disegni sono finalizzati possiamo partire con la prima prototipazione del prodotto.

Questo processo avviene internamente?
Si, questo processo è gestito internamente all’azienda.

Si realizza la stampa 3D?
Si esegue prima di tutto un disegno bidimensionale che il cliente valuta, successivamente si va a realizzare un prototipo fatto a mano. Dopo l’approvazione da parte del cliente si rilevano le misure per poter impostare la matematica definitiva. Grazie alla stereolitografia o sinterizzazione si ottengono i pezzi pressoche’ definitivi e da qui si passa direttamente alla produzione dello stampo in acciaio temperato.

Quanto tempo ci vuole di solito per arrivare alla matematica definitiva?
Di solito nell’arco di un mese si arriva già ad avere una bozza di matematica. Una volta ultimati tutti gli aspetti si passa direttamente alla realizzazione degli stampi e in un paio di mesi dalla realizzazione degli stampi si possono avere le prime stampate.

La realizzazione di uno stampo per iniezione e’ sempre complessa, ci spiegate il perche’?
Gli stampi sono realizzati in acciaio inossidabile temperato ad una certa durezza in modo da avere una buona qualità ed una buona durata: nella vita dello stampo possono essere prodotti anche 1.000.000 pezzi e devono essere tutti uguali.

Gli stampi ad iniezione costano molto di più degli stampi per lo stampaggio dei metalli, perche’?
Perche’ tecnologicamente sono molto complessi. Dispongono di canali di raffreddamento necessari per il processo di iniezione a caldo e movimenti complessi al loro interno.

Parliamo ora del processo di iniezione, come avviene?
Si utilizzano presse ad iniezione dalle 80 alle 100 tonnellate; sono macchine che vengono fatte apposta per poter stampare gli occhiali e per avere massima qualità e precisione.

Sono quindi macchine specifiche?
Vengono adattate per poter stampare materiali specifici per l’occhialeria. Il materiale granulare viene fuso e iniettato nello stampo direttamente allo stato liquido.

A che temperatura?
La temperatura di iniezione varia in base ai materiali: con le gomme si lavora a temperature che vanno dai 160 ai 170° ma si puo’ arrivare ai 300/320° o piu’ se abbiamo dei materiali arricchiti con fibra di vetro. Una volta iniettata la plastica fusa, lo stampo viene raffreddato da un liquido refrigerante che solidifica il materiale; lo stampo quindi si apre e viene rilasciato il pezzo o i pezzi a seconda del numero di impronte presenti nello stampo.

Quali materiali sono utilizzati per la produzione di occhiali?
Il piu’ usato e’ il Grilamid, un materiale trasparente, nobile e di alta qualità. Si utilizzano inoltre gomme speciali per realizzare terminali, naselli o particolari. Si sceglie il Propionato per ottenere delle aste animate o degli occhiali più morbidi, più caldi al tatto. Danor sta investendo molto negli ultimi anni nella ricerca e sperimentazione per l’utilizzo di materiali bio e riciclati. Si tratta di materiali non derivati dal petrolio o da sostanze chimiche, ma da oli ricinati o da materiali di riciclo derivanti dal tetrapack, da plastiche PET o da plastiche recuperate dal mare.

Questa richiesta di materiale Bio e’ cosi importante?
Sì decisamente, negli ultimi anni abbiamo notato un netto aumento della sensibilità del mercato per questi prodotti ecologici: i materiali Bio sono il futuro per l’occhiale iniettato e non possiamo sottovalutare l’importanza di questo cambiamento.