CTI, l’impatto del Covid-19 sui trasporti

Similare agli effetti che l’11 settembre ha avuto sul trasporto aereo, la pandemia attuale causata dal nuovo Coronavirus ha creato una crisi senza precedenti a livello mondiale e porterà a cambiamenti notevoli a livello di spedizioni cargo.

Il trasporto delle merci è il pilastro fondamentale dell’Unione Europea, considerando che il settore logistica e trasporti ha un valore di 675 miliardi di euro e il volume di traffico merci movimentato all’interno dell’Unione ammonta a 3731 miliardi di tkm (tonnellate trasportate per chilometro) e impiega 11,7 milioni di persone, basti pensare che durante il lockdown i rifornimenti di viveri e beni di prima necessità non hanno interrotto i loro flussi, vedendo tir e autocarri solcare autostrade vuote, container e treni merci nei porti deserti, ma nonostante tutto ciò il trasporto ha avuto delle ripercussioni gravissime, vedendo un tracollo degli scambi internazionali con crolli di domande e offerte.

Il settore cargo aereo è quello più colpito con una stima al -16,8% per il 2020 in termini di tkm (nei primi 5 mesi dell’anno era calato del -26,7%) a causa della riduzione notevole dei voli, vedendo quelli passeggeri diminuiti del 95% e portando quindi a innumerevoli disagi, ritardi e aumenti di prezzi per la merce che viaggia. La capacità belly, ovvero quella di stiva, è calata del 70% e al momento vede moltissima competitività, perciò viene compensata da un aumento del 32% dell’uso di aeromobili all cargo, ma non vi è stato comunque un aumento di domanda.
Inoltre la diminuzione dei voli passeggeri su determinati luoghi come piccole città, rende ancor più complicata la spedizione della merce in quelle mete e richiede quindi un servizio multimodale di spedizione, ovvero la combinazione di più servizi, per esempio il trasporto tramite aereo e terra, spedendo prima via aerea la merce presso le città vicine più grandi e poi proseguendo tramite camion.

Secondo gli studi di McKinsey (storica società di consulenza) i volumi di traffico merci internazionale impiegheranno dai 15 ai 48 mesi per tornare ai livelli dell’ultimo trimestre del 2019, con alcune località maggiormente colpite rispetto ad altre. Purtroppo la fretta di immettere sul mercato i dispositivi di protezione individuale (DPI) si è ridotta man mano che le supply chain si sono regolarizzate.

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