Certottica, intervento del presidente Luigino Boito

A 150 anni dalla nascita in Cadore dell’occhialeria italiana, oggi si realizza un obiettivo importante: dare il giusto riconoscimento e dignità a questa storia con la realizzazione del Politecnico Internazionale dell’Occhiale.

Perché la definizione di Politecnico Internazionale dell’Occhiale?

Perché questo nome dà una visibilità coordinata, autorevole, e immediatamente riconoscibile alla molteplicità di iniziative e percorsi formativi implementati in oltre due decenni di attività, che ora necessitano di essere ordinati in una struttura chiara e facilmente identificabile dal mercato.

Il termine “politecnico” dà l’idea della varietà dei servizi formativi riservati al settore occhialeria, un incubatore che può continuare ad arricchirsi di esperienze e servizi specialistici per le aziende del settore. E questo è un primo passo per concretizzare il più ampio progetto della costruzione di un Polo di alta formazione – che in modo lungimirante era stato predesignato dalla Confindustria di Belluno negli anni 90 – come la Cittadella dell’Occhiale.

Un passo sicuramente significativo, importante, potente, ma non sufficiente se a fianco non si risolve il problema dell’accoglienza e della logistica. E questo è il compito prioritario della politica. Un progetto studiato, condiviso, responsabile cui devono farsi carico gli enti locali d’intesa con le associazioni economiche e sindacali.

Le imprese sono in continua evoluzione e richiedono profili qualificati e competenti per soddisfare i fabbisogni aziendali di avanzamento tecnologico e di consolidamento internazionale. Questo ruolo spetta a noi per facilitare il processo d’incontro tra domanda e offerta. Spetta però alle Istituzioni del territorio favorire il processo di attrazione e di inclusione di centinaia e centinaia di risorse umane – che provengono da fuori del nostro territorio, anche dall’estero -, con servizi adeguati.

Questo Centro tecnologico naturalmente è da considerarsi una sede staccata di Certottica che resta la piattaforma formativa riconosciuta e accreditata dalla Regione. In Certottica, fra l’altro, oltre a tre aule formative sarà realizzato a breve un Laboratorio di prototipazione, sollecitato dalle imprese del settore, al fine di tornare a recuperare una capacità del “saper fare” che è quanto mai necessario per far rinascere i valori dell’artigianalità, manualità e creatività, in modo da mantenere e consolidare nel nostro territorio la leadership del comparto a livello mondiale. E’ un investimento di oltre 200mila euro che sarà sostenuto dal contributo delle maggiori imprese del settore per cui ringrazio i Cavalieri del Lavoro, Luigi Francavilla e Ennio De Rigo, così come gli altri capitani d’industria quali Callisto Fedon – che si è reso disponibile anche a offrire delle consulenze sulla prototipazione nel mondo dell’accessorio moda -, Michele Aracri di De Rigo, Adriano De Sandre di Marchon, Massimo Renon di Marcolin, Roberto Vedovotto di Kering Eyewear, Giovanni Zoppas di Thelios, Angelo Trocchia di Safilo, nonché il Presidente della Camera di Commercio di Belluno-Treviso, Mario Pozza e la Vice Presidente Nadia Zampol.

Un ringraziamento sincero e cordiale al sindaco Roberto Padrin, che ci ha messo a disposizione questo stabile con una veloce ristrutturazione e con un affitto agevolato. Anche noi però abbiamo fatto la nostra parte con un investimento di 60mila euro.

La mia gratitudine va a Giovanni Vitaloni, Presidente di Anfao, al Past President, Cirillo Marcolin, e al Direttore Generale, Astrid Galimberti, che da sempre sono stati al nostro fianco e hanno voluto e sostenuto questo progetto ambizioso. È recentissima la firma fra regione Veneto e Anfao del nuovo protocollo d’intesa triennale, sempre nel solco del Fondo Sociale Europeo, del valore di un milione e mezzo di euro, che ha come obiettivo finale la realizzazione di percorsi formativi per le nuove risorse umane. Certottica ha vinto i relativi bandi e già da fine agosto possiamo dire di aver ottenuto risultati incoraggianti per aver svolto più di 200 ore di alta formazione.

In questo macro progetto contiamo anche su un partenariato sinergico di Revivisacar, società operativa nel campo della formazione di Confindustria Belluno Dolomiti, presieduta dalla tenace Lorraine Berton che ringrazio per l’appoggio dato e Lara Franzoia, presidente della Sipao bellunese.

Un saluto particolare rivolgo anche ai rappresentanti delle Organizzazioni sindacali qui presenti: Casanova Denise della Cgil, Nicola Brancher della Cisl e Rosario Martines della Uil, che hanno da sempre ribadito che la formazione è uno dei punti strategici per favorire l’occupazione e lo sviluppo del nostro territorio.

E adesso lasciatemi esprimere tutta la mia riconoscenza a Elena Donazzan, che ho voluto madrina di questa inaugurazione, perché ammiro le sue doti di coerenza, competenza e responsabilità come Assessore regionale alla formazione e perché ha partecipato convinta fin dalle origini alla storia di questo progetto.